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Turismo, l’estate 2026 corre sullo scambio casa

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Cresce in modo significativo la pratica dello scambio casa come alternativa alle sistemazioni ricettive tradizionali: secondo i dati di HomeExchange, la principale community mondiale del settore, l’Italia conta oltre 12.900 scambi già pianificati per l’estate 2026, in aumento del 27% sull’anno precedente. Il fenomeno porta con sé più di 239.300 pernottamenti attesi e l’arrivo di oltre 39.100 ospiti, con ricadute dirette sui territori interessati dal flusso.

A differenza dei circuiti turistici convenzionali, la crescita più marcata riguarda destinazioni meno sature rispetto alle mete di massa: l’Abruzzo guida la classifica con un +105% di scambi, seguito da Calabria (+88%), Umbria (+63%) e Puglia (+57%). Anche Sicilia (+45%) e Sardegna (+19%) registrano incrementi rilevanti, segnalando uno spostamento della domanda verso il Sud e l’Adriatico.

Tra le città costiere, Napoli si posiziona al primo posto nelle preferenze degli “exchangers”, davanti a Palermo e Trieste. A livello locale emergono dinamiche interessanti per gli operatori dell’ospitalità: in Puglia, Lecce supera Bari come meta più richiesta grazie all’attrattiva del Salento, mentre in Sardegna la domanda si distribuisce tra Cagliari, Pula e Alghero, senza concentrarsi su un’unica destinazione.

Il dato sulla provenienza internazionale è significativo per il comparto: il 60% dei viaggiatori in arrivo in Italia quest’estate proviene da altri Paesi europei, in primis Francia e Spagna, seguiti dagli stessi italiani, segno di una crescita parallela anche del turismo di prossimità.

Per HomeExchange, questo modello non è solo un’alternativa economica all’ospitalità tradizionale, ma una forma di turismo circolare: l’arrivo di un ospite coincide con la partenza temporanea di un residente, evitando pressione aggiuntiva sulle strutture ricettive delle località più frequentate.

“L’obiettivo di HomeExchange è continuare a democratizzare la pratica dello scambio casa, fondata sulla condivisione delle risorse, valorizzando al contempo il viaggio locale, a ritmo lento e focalizzato sul ritorno all’essenziale della vacanza,” ha dichiarato Emmanuel Arnaud, co-fondatore di HomeExchange. “Il turismo ha bisogno di reinventarsi e crediamo che la nostra realtà abbia un ruolo cruciale nell’offrire un’alternativa vitale alle sistemazioni di viaggio tradizionali, a favore di un turismo più umano e circolare.”

Per gli operatori del settore ricettivo, il trend rappresenta un segnale da monitorare: la crescita dello scambio casa intercetta una domanda in evoluzione, orientata a soggiorni più lunghi, destinazioni meno battute e un rapporto diverso con il territorio ospitante.

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