Home Ristorazione Al Riva di Palo Beach Resort la cucina di territorio del ristorante...

Al Riva di Palo Beach Resort la cucina di territorio del ristorante Anna

0

È lo chef campano Antonio Magliulo a guidare il ristorante Anna, al centro del progetto del Riva di Palo Beach Resort di Ladispoli in vista della nuova stagione estiva. Magliulo, coinvolto anche nella società che gestisce il locale, arriva da diverse collaborazioni con strutture di lusso e ristoranti di alto livello, tra cui Il Cesar e La Posta Vecchia.

Nel ristorante di Palo Laziale, lo chef ha scelto di sviluppare una proposta maggiormente legata al territorio, facendo tesoro delle esperienze precedenti ma modificando l’impostazione della cucina.

«La ristorazione di lusso ti insegna la tecnica, la precisione, il rispetto del prodotto. Tutto quello che ho imparato in quegli anni lo porto con me. Qui da Anna ho voluto cambiare direzione: meno costruzione, più territorio. Una cucina sincera, senza fronzoli, che racconta il posto in cui si trova» racconta lo chef.

Il resort si trova a circa 30 km da Roma, a ridosso del Bosco di Palo, una delle poche oasi naturalistiche rimaste intatte sul litorale laziale. È un tratto di costa distante dal turismo di massa e dai grandi stabilimenti balneari.

La struttura occupa un edificio nato come colonia estiva, trasformato successivamente in hotel e rimasto chiuso per anni, prima di essere recuperato dalla famiglia Alabiso.

Le camere e la spiaggia del Riva di Palo Beach Resort

Il Riva di Palo Beach Resort dispone di 21 camere, suddivise tra classic, deluxe, suite e junior suite. Tutte si affacciano sul parco privato di 4.000 mq con piscina e hanno accesso diretto alla spiaggia privata.

La struttura dista circa 30 km dal centro di Roma e 30 minuti dall’aeroporto di Fiumicino e dalla stazione di Ladispoli-Cerveteri, da cui San Pietro è raggiungibile in treno.

La piscina misura 10×20 metri e comprende anche una vasca idromassaggio, con lettini sistemati lungo il bordo e sul prato. In spiaggia, gli ombrelloni sono distanziati quattro metri l’uno dall’altro, una soluzione pensata per offrire maggiore comfort e riservatezza.

Dalla mattina al tramonto è attivo il Beach Bar, che propone light lunch, snack e drinks, con servizio diretto sotto l’ombrellone incluso.

L’offerta di attività comprende corsi di windsurf e surf con istruttori certificati, adatti a tutti i livelli, oltre a SUP, canoa e kayak. Sono previste anche sessioni di yoga con istruttori indipendenti, mentre gli ospiti possono utilizzare gratuitamente le biciclette e raggiungere a piedi il Bosco di Palo.

Gli spazi della struttura possono accogliere eventi, meeting, matrimoni, ricorrenze e riunioni aziendali. Una sala raccolta affacciata sul parco può ospitare fino a 40 persone.

I quaranta coperti del ristorante Anna

Il ristorante Anna conta quaranta coperti, distribuiti tra una veranda sopraelevata sul mare, due sale interne, la sala colazione e una sala in pietra ricavata all’interno di un’ex chiesa sconsacrata.

Tra i piatti che caratterizzano la proposta c’è il Vesuvio di Gragnano IGP “Anna”, cozze, pecorino, pesce spada affumicato, zafferano, già considerato il piatto must del locale. Tra gli altri primi figurano i tagliolini con asparagi, bottarga di muggine e gamberi rosa e il raviolo caprese alla “Nerano”.

Gli antipasti comprendono le alici panate con provola affumicata e yogurt al lime, il gambero rosso con lamponi e burrata e la tagliatella di seppia con crema di piselli e limone candito. La ricciola con fave, pecorino e caviale, composta da pochi ingredienti, sintetizza l’impostazione scelta dallo chef.

Tra i secondi trovano spazio l’ombrina con patata mantecata e crema di cozze, il tataki di tonno con foie gras e rapa rossa e il polpo alla “Luciana”, pensato per essere condiviso. La coda di bue fondente e croccante rappresenta l’unica concessione alla cucina di terra, una scelta non casuale.

Fuori carta, in base alla stagione e alla reperibilità, vengono proposti astici, ostriche e pescato del giorno. È la parte del menu soggetta ai cambiamenti più frequenti e spesso anche quella più interessante.

La carta dei vini raccoglie circa 70 etichette tra bianchi, rossi, rosé e qualche Champagne, con una particolare attenzione ai produttori locali e alle cantine del territorio.

La storia di Palo Laziale, da Alsium a Caravaggio

La storia del luogo è ancora riconoscibile negli ambienti del resort. L’attuale hall era una chiesa consacrata nel 1968, costruita all’interno di un’ex residenza estiva per ragazzi.

Nei pressi del Borgo di Palo, poco distante dall’attuale centro di Ladispoli, sorgeva il porto etrusco di Alsium. Le prime notizie risalgono al 247 a.C., quando i Romani lo sottrassero agli Etruschi.

A pochi metri dal resort si conservano ancora i resti di alcune ville romane, mentre a quindici minuti di macchina si trova la necropoli etrusca della Banditaccia di Cerveteri, patrimonio UNESCO.

Palo Laziale è legata anche agli ultimi giorni di Caravaggio. Le lettere conservate nell’archivio segreto del Vaticano confermano che il pittore sbarcò nel luglio del 1610 proprio al molo di Palo Laziale, dopo anni di esilio e nella speranza di ottenere una grazia papale.

Fu arrestato appena sceso dalla nave. A pochi metri dal punto di approdo si trova ancora il busto bronzeo che ne ricorda il passaggio.

Leggi l’articolo anche su Horecanews.it

Exit mobile version