I dati del CRM Mr PRENO, elaborati da TITANKA! su un campione di oltre 1.200 strutture ricettive italiane, fotografano al 31 gennaio 2026 un mercato in netto movimento: le richieste per soggiorni estivi crescono dell’11% rispetto allo stesso periodo del 2025, con l’Emilia-Romagna che guida a +22%, seguita da Marche (+18%), Calabria (+12%) e Campania (+9%). Il dato più sorprendente riguarda maggio, che registra un +59% di richieste: un segnale che impone una riflessione profonda sulle strategie commerciali delle strutture ricettive.
A spiegare il balzo di maggio è il calendario: la Pentecoste nel 2026 cade il 24 maggio, contro l’8 giugno del 2025. In molti Paesi europei questa festività coincide con pause scolastiche e rappresenta uno dei momenti di punta per i viaggi. Un fattore che non emerge dall’analisi dello storico annuale ma diventa leggibile solo monitorando in tempo reale la pressione della domanda, con attenzione alle festività internazionali.
Cambia anche la distribuzione mensile delle richieste. Al 31 gennaio 2026 il quadro è il seguente: maggio 4%, giugno 20%, luglio 27%, agosto 30%, settembre 19%. Un dato che contrasta nettamente con il consuntivo 2025, quando il 46% delle richieste stagionali si concentrava su agosto. Oggi agosto raccoglie solo 3 richieste su 10, non perché perderà centralità a stagione conclusa, ma perché in questa fase la domanda si sta orientando prima sugli altri mesi. Le strutture che hanno già attivato campagne su maggio, giugno e luglio stanno convertendo questa dinamica in prenotazioni reali.
Il punto non è prevedere se il 2026 sarà meglio o peggio del 2025 — i dati attuali non lo consentono. Il tema è un altro: il ritmo di pianificazione dei viaggiatori evolve ogni anno, mentre molte strutture continuano ad aprire le vendite, pianificare le campagne e comunicare le offerte secondo schemi consolidati che non rispecchiano più il momento reale in cui il cliente cerca. Il risultato è una perdita silenziosa di domanda a favore di chi ha già aggiornato il proprio calendario operativo.
Secondo l’analisi di TITANKA!, il vero indicatore competitivo non è la crescita percentuale della domanda, ma la capacità di allinearsi al nuovo calendario del mercato. Se una struttura non intercetta questa accelerazione, il problema raramente sta nel prodotto o nel pricing: più spesso è un disallineamento temporale tra le strategie di distribuzione e il momento in cui il cliente decide. In un mercato che anticipa, chi legge i segnali in tempo reale parte avvantaggiato.


