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Turismo enogastronomico DOP, il Rapporto Qualivita 2025

Il 2° Rapporto Turismo DOP di Qualivita certifica la crescita del settore: 667 attività, 292 eventi (+26%) e 16 regioni su 20 in espansione nel 2025.

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Sono 667 le attività di Turismo DOP censite in Italia nel 2025, con 16 regioni su 20 che registrano un incremento rispetto all’anno precedente. Il dato emerge dal 2° Rapporto Turismo DOP, elaborato da Fondazione Qualivita con Origin Italia e il supporto del MASAF, che monitora le iniziative enogastronomiche collegate ai prodotti a Indicazione Geografica e all’operato dei 376 Consorzi di tutela attivi sul territorio nazionale.

Eventi e nuove iniziative: i numeri del 2025

La componente eventi segna la crescita più marcata: 292 appuntamenti — feste, degustazioni, festival culturali ed eventi sportivi — con un incremento del 26% in dodici mesi. Altrettanto indicativo il numero delle 60 prime edizioni censite nel 2025, segnale di una progettualità in espansione che coinvolge anche le filiere di minori dimensioni, tradizionalmente meno presenti nell’offerta turistica territoriale. Il totale delle attività cresce di 73 unità rispetto al 2024, pari a un +12%.

I territori protagonisti: dal Veneto al Piemonte

La classifica regionale vede Veneto, Toscana, Emilia-Romagna, Lombardia e Piemonte stabilmente in testa, in una graduatoria costruita su oltre 20 indicatori tratti dall’Osservatorio del Turismo DOP e da fonti ufficiali. A fare la differenza sono la solidità delle filiere produttive locali, la capacità attrattiva consolidata dei territori e il ruolo di governance esercitato dai Consorzi di tutela strutturati, fattori che si confermano determinanti nell’orientare la qualità e la continuità dell’offerta.

Ricerca, istituzioni e Cucina italiana patrimonio UNESCO

Il Rapporto segnala anche una crescita dell’attenzione scientifica e istituzionale attorno al fenomeno: le ricerche mappate passano da 17 a 24 studi nel 2025, su temi quali marketing, sviluppo territoriale, sostenibilità e valorizzazione del patrimonio culturale. Sul versante normativo, 116 atti legislativi a livello europeo, nazionale e regionale confermano un orientamento istituzionale sempre più strutturato. Sullo sfondo, il riconoscimento della Cucina italiana come patrimonio UNESCO rafforza il ruolo di DOP e IGP non come semplici ingredienti, ma come «pilastri culturali e produttivi» dell’identità gastronomica nazionale.

La mappatura dell’Osservatorio sul Turismo DOP fotografa un settore in evoluzione, ancora in via di strutturazione ma già capace di esprimere una vitalità diffusa sui territori – Ha dichiarato Mauro Rosati, Direttore Fondazione Qualivita – Si afferma con evidenza una logica di rete fondata su connessioni, sinergie e collaborazioni tra attori diversi. Nel solo 2025 si contano quasi 500 enti e associazioni locali coinvolti in attività di Turismo DOP, insieme a 367 Consorzi di tutela chiamati a interpretare pienamente le nuove funzioni loro attribuite. Il dato più interessante, sul piano sociologico e territoriale, è proprio questo: la nascita di comunità attive e di relazioni stabili, in cui soggetti pubblici e privati imparano a cooperare e a costruire una dimensione ibrida, dove promozione, tutela e sviluppo locale si rafforzano reciprocamente”.

“Nella scia del Regolamento UE 2024/1143, – commenta Cesare Baldrighi, Presidente Origin Italia – i Consorzi di tutela assumono un ruolo sempre più centrale nello sviluppo del Turismo DOP, coordinando attori diversi per garantire iniziative credibili e di qualità. I dati del Rapporto, che mostrano come tre visitatori su quattro riconoscano nei Consorzi il garante dell’autenticità dell’esperienza, sono la migliore conferma di questo processo. Significativo anche l’impegno delle istituzioni, da quelle nazionali a quelle regionali, nella definizione di politiche e strumenti a sostegno del settore”.

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