Nel quartiere universitario di Roma, a ridosso della Sapienza e del Policlinico Umberto I, il Globus Hotel conclude un ciclo di trasformazione che lo porta a entrare nel segmento Best Western Plus del network BWH Hotels, abbandonando il brand Best Western con cui era precedentemente affiliato.
Il nuovo posizionamento si accompagna a un rinnovamento che ha interessato sia gli spazi fisici sia l’identità della struttura. Le 55 camere sono state integralmente ridisegnate attorno al claim “IT’S TIME FOR…”, declinato in varianti tematiche — Fun, Heroes, Good Vibes, Next Adventure, Dreams — e a una palette cromatica che fa perno su azzurro e rosso. Il criterio guida del progetto è l’essenzialità: ambienti funzionali, privi di elementi superflui, in cui il dettaglio selezionato acquista peso proprio per la sua rarità. Ne sono esempio una Moto Morini degli anni ’70 restaurata collocata nella sala ristorante e un pianoforte posizionato nella hall.
Il punto di origine concettuale del rinnovamento è una mostra permanente, “Vita Sospesa”, allestita nella hall: una raccolta di immagini in bianco e nero di Roma durante il lockdown che la proprietà ha scelto come simbolo di una ripartenza consapevole, traducendo la sospensione in nuova vitalità.
«L’ingresso nel brand Best Western Plus e questo restyling rappresentano la nostra risposta al bisogno di un’accoglienza più umana e consapevole. Vogliamo che ogni ospite, varcata la soglia, senta che è arrivato il momento di dedicarsi a ciò che ama — dichiara Massimo Piperno, proprietario della struttura —. Questa visione guida anche il nostro impegno come Società Benefit, la prestigiosa certificazione GSTC ottenuta per i nostri standard di sostenibilità e la nascita della Onlus ‘Soggiorno Sereno Sandro Gabbani’: crediamo in un’ospitalità che non si limita a offrire comfort, ma che restituisce valore al territorio e genera un impatto positivo sulla comunità».
Il cambio di brand trova riscontro anche nella lettura del gruppo. «Il Globus Hotel rappresenta un esempio concreto di come l’evoluzione di un brand possa trasformarsi in un’ospitalità più consapevole e attenta al benessere dell’ospite — osserva Sara Digiesi, CEO di BWH Hotels Italy & South-East Europe —. Il passaggio al brand Best Western Plus consolida il posizionamento della struttura e valorizza un percorso che unisce qualità, cura dei dettagli e una visione contemporanea dell’accoglienza, capace di interpretare i bisogni del viaggiatore contemporaneo».
Sul territorio, l’hotel ha avviato un progetto pilota in collaborazione con la Sapienza Università di Roma, il II Municipio e una rete di partner locali. Il programma sviluppa itinerari esperienziali che includono il Quartiere Coppedè, i giardini storici di Villa Torlonia e le botteghe artigiane della zona, nell’ambito di un modello di turismo urbano sostenibile.
La proposta di ristorazione si struttura su due livelli distinti: al piano, il ristorante “Laurus – Tavola Urbana” copre il servizio di pranzo e cena con un orientamento al business lunch e una cucina che rivisita la tradizione romana in chiave contemporanea; in quota, il rooftop “Laurus – Convivio Botanico” offre uno spazio a cielo aperto concepito come giardino urbano, adatto all’aperitivo, alla cena e a eventi di carattere esperienziale. Completano l’offerta spazi dedicati allo smart working e sale meeting.
Posizionato in un’area ben collegata e a vocazione giovane, il BW Plus Globus Hotel abbina alla funzionalità degli spazi per il lavoro — smart working e sale meeting — un’offerta conviviale che culmina nel rooftop, completando un profilo adatto tanto alla clientela business quanto ai viaggiatori leisure.
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